Una fiaba impossibile: “La guerra di Cappuccetto Rosso” (di Giada B. – I A)

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lunedì, 05 novembre 2018

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Inauguriamo la stagione narrativa scriccioliana 2018-2019 con un articolo scritto da un’alunna che, da neanche due mesi, ha iniziato il suo percorso nella secondaria di primo grado: da docente, fa indubbiamente piacere sapere di poter lavorare con classi produttive e entusiaste, fin dai primi momenti.

Uno dei must disciplinari dell’italiano della prima media è l’incontro con la fiaba: un’apertura verso il mondo della narrativa, partendo da folk, tradizione orali, funzioni di Propp e forme semplici.

Affinché la I A non solo ne studiasse caratteristiche e strutture, ma affinché riuscisse a appropriarsi del testo, personalizzandolo, ho proposto una fiaba impossibile: date funzioni basilari ispirandosi al modello di Propp, semplificato dal libro di testo di antologia, sono stati proposti personaggi, oggetti e situazioni provenienti da fiabe differenti. Il risultato è stata una serie di fiabe originali, talora piuttosto divertenti e di una certa complessità, con crossover improbabili. Ecco uno dei risultati più interessanti: buona lettura e buon anno scolastico!

Prof. M. Somà

 

Tanti anni fa, c’era un’intenzione di guerra fra il popolo Cimanga e il popolo Mintica.

A capo dei Cimanga, c’era un genio malefico di nome Maleg, il quale era spietato verso i suoi nemici. Invece, a capo dei Mintica, c’era la guerriera più forte dell’epoca: era piccola, sia di statura, sia di età; lei era Cappuccetto Rosso, ma si faceva chiamare C.R.

Un giorno arrivò alla sua porta una strega, la quale le disse: «Maleg vuole fare guerra contro di te, ma non ti conosce. Se vuoi vincere, tu devi essere furba». C.R. cercò di capire cosa intendesse con quella strana frase la vecchia strega. Poi andò a far chiamare il suo fedele aiutante, un leone, molto simpatico e naturalmente un ottimo guerriero. Si chiamava Leo.

C.R. chiese a Leo se avesse un’idea per sconfiggere Maleg; Leo ci pensò. Dopo un po’, le disse: «Senti, visto che non ti conosce, magari, fai finta di essere una cadetta in prova. Vai nella C.C.M. (= Cimanga Contro Mintica)». Questa era una scuola per cimangani, nella quale si imparava a combattere, sia a mani nude, sia con spade, pistole e altre armi. Lì si parlava di come sterminare Mintica; naturalmente l’istruttore di tutto questo era proprio Maleg.

C.R. pensò che fosse una buona idea; si vestì da cadetta del popolo nemico e partì. Arrivata, entrò nella C.C.M.; andò a cercare Maleg e dimostrandosi gentile gli disse che voleva entrare nell’accademia. Maleg disse: «Certo, più siamo, più sarà facile distruggere i nemici, ma prima mi devi far vedere se sai combattere». C.R. sghignazzò e si fece portare un’anguria, la lanciò in aria e poi la tagliò, dandole semplici botte con le mani. Maleg la accettò subito.

Durante le lezioni, lei era la migliore, anche quando venivano usate le armi.

Un giorno, i cadetti dovevano portare un’arma da casa. C.R. chiese aiuto alla strega, la quale le diede una spada a sette lame. C.R. allora andò a lezione; quando toccò a lei, arrivò una foto del generale nemico, come il genio aveva richiesto. Non appena questo si accorse che altri non era che la sua cadetta preferita, si stupì, ma subito si scagliò per uccidere C.R. Lei, sfoderando la sua spada speciale, lo tagliò in sette striscioline in verticale.

Così venne evitata la guerra e i Mintica vissero felici e contenti.

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