L’incontro con la dott.ssa Avagnina: come rapportarsi coi social

Data:

martedì, 05 giugno 2018

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Venerdì 23 marzo noi alunni della Secondaria di Dogliani siamo andati nell’aula magna per ascoltare la Dott.ssa Avagnina, che ci ha spiegato bene in tutti i particolari che cosa sono i Social network, cosa comportano, quando è giusto utilizzarli, come utilizzarli e con chi.

È ormai ben evidente che la nostra generazione, ma anche qualche adulto, ha molta difficoltà a stare senza telefono (per usare ad esempio Whatsapp che è un app di messaggistica, oppure Instagram e Facebook) o comunque senza un oggetto elettronico, diventando così troppo dipendente da esso. La dottoressa li ha persino paragonati a una droga. Questo stare sempre attaccati a dispositivi elettronici provoca l’abbassamento della concentrazione negli studenti, oltre a frantumare una parte del nostro cervello tramite delle onde elettromagnetiche.

Ma essi danno anche altri problemi. Infatti la dottoressa ci ha spiegato di fare molta attenzione a quello che pubblichiamo e di pensare bene prima di farlo, perché pubblicando le nostre cose la gente esterna viene a conoscenza di tutti i nostri fatti, e a volte invade anche in modo pericoloso la nostra vita.

Questo perché, purtroppo, c’è gente che si crea dei profili falsi, cercando di sapere tutto di te: ad esempio dove abiti, cosa fai, ecc. Quello a cui noi dobbiamo fare attenzione è proprio questo, perché potrebbero entrarci in casa, derubarci e magari farci anche del male.

È importante non credere a tutto quello che ci viene detto perché potrebbero essere delle notizie false, comunemente dette FAKE NEWS.

La dottoressa ha anche sottolineato che è giusto e severamente obbligatorio chiedere sempre il permesso all’interessato, prima di pubblicare una foto non nostra. E soprattutto di riflettere prima di pubblicare messaggi o altro perché si vuole scaricare la rabbia verso qualcuno. Anzi è meglio dire che non è giusto né appropriato scaricare la rabbia verso qualcuno tramite questi social. Questa rabbia che noi stessi a volte abbiamo può anche derivare da una incomprensione, come il non aver capito in modo corretto un messaggio perché magari è stato espresso male o perché non è stato scritto bene dall’altra parte dello schermo, provocando così dei litigi.

C. Marenco – classe I A

 

I social network, per quanto possano essere piacevoli e talvolta divertenti per passare il tempo, presentano infatti dei pericoli non indifferenti e vanno utilizzati con attenzione.

Tanto per cominciare, le nostre “amicizie” vanno scelte accuratamente, assicurandosi di non scegliere persone pericolose o sconosciute. Bisogna anche stare attenti a non dare troppe informazioni sul posto dove ci si trova. Per esempio, se avessimo tra le amicizie in rete qualche malintenzionato e pubblicassimo una foto che rivela il luogo nel quale ci troviamo, questa persona, nel malaugurato caso in cui fosse un ladro, verrebbe a conoscenza del fatto che non siamo a casa e potrebbe approfittarne per derubarci.

Inoltre utilizzare eccessivamente i mezzi informatici danneggia, anche se solo in parte, il nostro cervello, il nostro rapporto con gli altri e anche la nostra concentrazione. Ad esempio, usando il cellulare in macchina si corrono moltissimi pericoli e ciò causa la maggior parte degli incidenti stradali.

Un altro aspetto importante è l’attenzione da prestare a ciò che si scrive e commenta; in un momento di rabbia potrebbe venire spontaneo di scrivere cose non belle, talvolta anche insultare, e la persona che ha ricevuto i nostri commenti offensivi può denunciarci.

Inoltre i Social sono talvolta motivo di carenza di autostima. Alcune persone, quando postano un commento o una foto e non ricevono commenti positivi, i “like” (= mi piace), cadono in una sorta di depressione.

Finito l’incontro, ci siamo alzati e salutando abbiamo lasciato l’aula. Dopo tutti questi preziosi consigli, abbiamo capito che i Social non sono giocattoli e li useremo sicuramente con più prudenza e responsabilità. Ringraziamo la Dottoressa per l’importante lezione.

                                                                                                                      A. Cerutti – classe I A

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