RICORDI E RIFLESSIONI A FINE DELLA TERZA MEDIA

Data:

giovedì, 27 giugno 2019

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“La scuola sta per concludersi. Fai un bilancio dell’ultimo anno trascorso, in cui puoi ricordare qualche momento importante dell’esperienza vissuta insieme ai compagni”.

Di seguito viene riportata qualche elaborazione di tale traccia da parte di alunni della classe 3^ A.

La scuola sta per concludersi e mi dispiace lasciare i compagni. L’anno è passato velocemente, tra le risate e le attività svolte. Tra queste ricorderò volentieri le gare sportive, in particolare quella di nuoto. Vi hanno partecipato diversi istituti. Le nostre squadre erano composte da ragazzi di età differente e quindi, per sincronizzarci, abbiamo dovuto fare più allenamenti. A me piace il nuoto, non solo come sport, ma anche come svago al mare con gli amici. Durante la preparazione abbiamo rivisto alcune tecniche e abbiamo fatto delle prove per le staffette. Del giorno della competizione ricordo la tensione che c’era tra di noi prima dell’esibizione, il chiasso che abbiamo fatto per incitare i compagni che stavano nuotando e, soprattutto, le risate per gli errori commessi. Quella giornata è stata divertente ed emozionante, perché abbiamo collaborato tutti insieme per un obiettivo comune: mettere in difficoltà le altre squadre. La professoressa Zucchi alla fine della gara ha detto che era fiera di noi, perché ci eravamo impegnati tanto e ci eravamo messi in gioco. Inoltre mi è piaciuto il fatto di sentirci uniti. D’altronde ci frequentiamo dalla scuola dell’infanzia e esperienze in comune ne abbiamo vissute tante, anche fuori dall’ambito scolastico, come ai campi estivi a Chiappera o abitando nello stesso paese. In questi anni passati insieme abbiamo imparato a conoscerci molto bene e ad essere solidali gli uni con gli altri.

Sto finendo un periodo di vita molto importante per me e ne sta iniziando un altro, con nuove avventure. Sono però convinto che i compagni, insieme ai quali ho camminato in questi anni, rimarranno miei amici anche se prenderemo strade diverse. Qualcuno andrà a scuola a Bra, altri a Fossano, chi a Mondovì ed Alba; ma il vivere nel medesimo paese ci manterrà legati.

   

FULVIO

La scuola sta per concludersi e il conto alla rovescia è incominciato: solo più dieci giorni di frequenza e l’esame. E’ stato per me un anno impegnativo, in cui ho dovuto studiare molto e rinunciare sovente allo sport e agli svaghi con i compagni. In me si alternano il timore per l’ultimo ostacolo da superare, l’esame, e il pensiero della libertà dagli impegni, ossia le vacanze. Il bilancio dell’anno trascorso è positivo: ho consolidato le amicizie con i compagni e, anche se sceglieremo percorsi di studi differenti, sono sicuro che resteremo sempre in contatto. Quest’anno a scuola ho trascorso tantissimi momenti belli, in cui abbiamo riso, condiviso esperienze, gioito per risultati positivi e consolati per quelli meno felici. Mi spiace lasciare questo istituto vicino a casa, i professori che ormai conosco bene e i compagni; ma nello stesso tempo ho voglia di iniziare un nuovo percorso. Un’esperienza interessante vissuta è stata organizzata dai Volontari del soccorso. Nell’incontro c’erano tre responsabili del 112 di Dogliani, i quali ci hanno spiegato la catena della sopravvivenza.Ho imparato che è formata da quattro passaggi principali: la chiamata con il simbolo del telefono, il massaggio cardiaco con l’immagine del cuore, il defibrillatore con la figura del fulmine, il trasporto rappresentato con l’ambulanza. I Volontari ci hanno fornito l’opuscolo “Salute ed educazione sanitaria pediatrica”, utilissimo per imparare le azioni fondamentali su come si allerta il 112 e su come migliorare le nostre conoscenze sulla sicurezza. Anche se siamo solo dei ragazzi, potremmo essere gli unici testimoni di un infortunio e, se siamo in grado di fare poche ma fondamentali azioni, contribuiremo a salvare la vita altrui.

Questa esperienza, insieme ad altre competenze acquisite a scuola, ritengo siano un importante bagaglio che mi accompagnerà nella nuova avventura alle Superiori.     

  

FILIPPO

Il 10 maggio 2019 ho partecipato all’ultima gita insieme ai miei compagni della scuola Media: in Liguria, in provincia di Imperia. Abbiamo svolto il viaggio in pullman, chiacchierando e cantando, fino all’arrivo, verso le ore 09.30, a San Lorenzo al Mare. Dopo la merenda ci siamo diretti verso il punto di noleggio delle biciclette, per intraprendere il percorso della pista ciclabile che ci avrebbe condotti fino alla città di Sanremo. Il tragitto lungo circa 18 km non è stato stancante, ma piacevole, perché eravamo in compagnia e godevamo della vista di un paesaggio bellissimo: la vastità d’acqua limpida e calma del Mar Ligure; la varietà di alberi, arbusti e fiori della macchia mediterranea. Posate le biciclette, abbiamo pranzato in un parco, dove abbiamo giocato e scattato foto. Successivamente abbiamo passeggiato nel porto e ci siamo anche seduti un poco in spiaggia, vicino all’acqua. La gita è poi proseguita con la visita alla villa che appartenne allo scienziato Alfred Nobel.

Nativo di Stoccolma, si specializzò in chimica. Lavorò in Russia nell’industria del padre, ma intanto conduceva esperimenti con la nitroglicerina, fino ad inventare la dinamite. Creò allora una società per azioni, con oltre novanta fabbriche di produzione dell’esplosivo. Nella casa a Sanremo abitò solo negli ultimi anni di vita. Della residenza abbiamo visitato alcune stanze, tra cui un salotto e lo studio con mobili originali. C’è anche uno spazio adibito a museo, dove vengono illustrate grandi opere realizzate nell’Ottocento grazie alla dinamite: la galleria del Frejus, canali, fondamenta di palazzi. Lì ci sono pure strumenti di laboratorio e, in particolare, si può leggere il testamento nel quale lo scienziato nel 1895 dichiarò di voler destinare il suo patrimonio alla creazione di un fondo i cui interessi sarebbero stati conferiti annualmente, sotto forma di premio, a chi nell’anno precedente avesse reso all’umanità i più grandi servizi nel campo della chimica, della fisica, della medicina, della letteratura, della pace. Di Sanremo infine abbiamo visitato il parco di villa Ormond. E’ un grande giardino con tante rose (il fiore che ha reso famosa la città nel mondo) ed essenze della vegetazione mediterranea, ma anche ricco di piante esotiche. E’ strutturato in “stanze”, cioè in tanti ambienti vegetali, ognuno caratterizzato da specie particolari e separato dagli altri attraverso viali. Il parco è diviso in due parti dalla via Aurelia. A nord si trova la villa acquistata nella seconda metà dell’Ottocento dal facoltoso svizzero Michel Louis Ormond, produttore di sigari, per trascorrervi i mesi invernali.

    

ALESSANDRA

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